L’EPR (Extended Producer Responsibility, o Responsabilità Estesa del Produttore) è il principio normativo europeo che sta cambiando radicalmente le regole del gioco per l’intera filiera tessile.
Nel 2026, il sistema EPR tessile è diventato ufficialmente operativo in Italia, introducendo obblighi concreti per i brand moda, i produttori di abbigliamento e gli importatori. Se la tua azienda produce o importa abbigliamento e prodotti tessili nel mercato europeo, questo articolo ti spiega cosa cambia, quali sono gli obblighi, le scadenze e come trovare un operatore autorizzato per adeguarsi in totale sicurezza.
Cos’è l’EPR Tessile e da Dove Viene
L’EPR tessile nasce dalla direttiva europea 2018/851/CE, che ha esteso il principio della Responsabilità Estesa del Produttore — già consolidato in settori come l’elettronica e gli imballaggi — al comparto dell’abbigliamento e dei tessili.
Il principio cardine è semplice: chi produce o immette sul mercato un prodotto tessile deve farsi carico della gestione di quel prodotto a fine vita. Non è più possibile limitarsi alla sola vendita: l’azienda deve contribuire attivamente a garantire che il capo, una volta dismesso dal consumatore, venga correttamente raccolto, selezionato e avviato al recupero o al riciclo.
In Italia il recepimento è avvenuto con il D.Lgs. 116/2020, che ha introdotto l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili e ha posto le basi per l’istituzione di un sistema EPR nazionale. Nel 2026 questo sistema è pienamente operativo — e le aziende che non si sono ancora adeguate rischiano pesanti sanzioni.
Chi è Obbligato ad Adeguarsi all’EPR Tessile
Il sistema EPR tessile riguarda tutte le realtà che producono o importano abbigliamento, calzature, accessori e altri manufatti tessili immessi sul mercato italiano ed europeo. In concreto, l’obbligo ricade su:
- Brand moda italiani e internazionali: Chiunque venda in Italia, indipendentemente da dove sia localizzata la produzione fisica dei capi.
- Importatori di abbigliamento: Chi acquista prodotti tessili da Paesi extra-UE e li immette per la prima volta sul mercato europeo.
- Produttori di abbigliamento professionale: Produttori di abbigliamento da lavoro, divise e tessili tecnici.
- Piattaforme e-commerce: Marketplace e portali digitali che vendono abbigliamento e tessili ai consumatori finali.
Nota: Le piccole imprese al di sotto di determinate soglie possono beneficiare di regimi semplificati, ma non sono in alcun modo escluse dall’obbligo normativo.
Cosa Devono Fare Concretamente le Aziende
Per risultare in totale conformità con l’EPR tessile, le aziende sono chiamate a compiere quattro passi fondamentali:
- Iscriversi a un consorzio o sistema EPR riconosciuto: È necessario aderire a un sistema collettivo autorizzato che si occupi della raccolta e della gestione del tessile post-consumo a nome dei propri associati.
- Versare un contributo ambientale: Un importo proporzionale alla quantità di prodotto tessile effettivamente immesso sul mercato, destinato a finanziare l’intera infrastruttura di raccolta e gestione.
- Garantire la tracciabilità della filiera: Le aziende devono documentare con precisione dove va a finire il tessile post-consumo raccolto (dalla fase di selezione al recupero finale). Questa documentazione è oggi fondamentale anche per la rendicontazione legata alla CSRD.
- Rendicontare annualmente: Dichiarare con cadenza annuale agli enti competenti i dati relativi alle quantità immesse sul mercato e ai volumi effettivamente avviati al recupero.
Il Legame tra EPR e Scelta del Fornitore di Recupero Tessile
Una delle conseguenze pratiche più immediate della normativa è la necessità di scegliere con estrema cura i partner che gestiscono fisicamente il tessile post-consumo.
Un operatore autorizzato e certificato non rappresenta solo una garanzia di conformità per evitare sanzioni, ma costituisce la prova documentale che l’azienda sta adempiendo ai propri obblighi di legge. Sarà questo partner a fornire i dati necessari in sede di rendicontazione o in caso di controlli da parte delle autorità.
I criteri essenziali da verificare prima di scegliere un operatore includono:
- Regolare iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali.
- Certificazioni internazionali di qualità e gestione ambientale (ISO 9001 e ISO 14001).
- Documentazione trasparente e completa su ogni singola partita di materiale gestito.
- Capacità di fornire dati aggregati e precisi da integrare nel bilancio di sostenibilità.
EPR Tessile e CSRD: il Collegamento che le Aziende Non Possono Ignorare
L’EPR tessile non è una norma isolata, ma si intreccia direttamente con la direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) sulla rendicontazione di sostenibilità, che obbliga le aziende a dichiarare l’impatto ambientale della propria intera supply chain.
Per un brand moda che deve produrre un report CSRD, avere una filiera tessile tracciabile e documentata è ormai un requisito stringente. Questo richiede, a monte, un operatore di recupero qualificato capace di certificare:
- Le quantità esatte di materiale gestito.
- Le percentuali effettive di riutilizzo e di riciclo delle fibre.
- Il calcolo delle emissioni di $\text{CO}_2$ evitate grazie al recupero.
Chi sceglie oggi un partner industriale certificato per la gestione del tessile post-consumo sta di fatto costruendo l’infrastruttura documentale che renderà conformi i report di domani.
Domand Frequenti (FAQ)
Cos’è l’EPR tessile e chi riguarda?
L’EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) è il sistema normativo europeo che obbliga i brand moda, i produttori e gli importatori di abbigliamento a farsi carico della gestione dei propri prodotti a fine vita. Nel 2026 il sistema è pienamente operativo in Italia e riguarda tutte le aziende che immettono prodotti tessili sul mercato nazionale ed europeo.
Quali sono le sanzioni per le aziende che non si adeguano all’EPR tessile?
Le aziende che non aderiscono a un sistema EPR riconosciuto o che omettono gli obblighi di rendicontazione rischiano le sanzioni amministrative previste dal D.Lgs. 152/2006 e dai successivi decreti attuativi. L’entità delle sanzioni varia in base alla dimensione dell’azienda e alla gravità dell’inadempienza.
Come si collega l’EPR tessile alla CSRD?
La direttiva CSRD obbliga le grandi aziende a rendicontare l’impatto ambientale di tutta la catena del valore. Poiché l’EPR tessile richiede di documentare la gestione del fine vita dei prodotti, i due obblighi si sovrappongono: chi ha una filiera tessile tracciabile e certificata possiede già gran parte dei dati necessari per il proprio report CSRD.
Esposito Rewear supporta brand moda, produttori e importatori nella costruzione di una filiera tessile certificata e tracciabile, fornendo la documentazione completa necessaria per la rendicontazione EPR e CSRD.


